DIRITTI URBANI E GOVERNO DEL TERRITORIO

Politica e urbanistica a confronto

Villa Valmarana Noventa Padovana 06 febbraio 2004

DIRITTO ALLA PARTECIPAZIONE

(appunti di Mion Marco)

 

Il sistema delle decisioni che governano lo sviluppo del territorio spesso sono frutto di lunghi processi politico/amministrativi che raramente consentono all’amministrazione che li concepisce anche la gestione nella fase operativa. Io oggi vorrei portare a questo convegno una esperienza amministrativa pratica. La nostra amministrazione all’indomani della sua elezione si è trovata a dover gestire un piano regolatore generale che aveva appena concluso il suo iter approvativo ed era ritornato dalla regione alcune settimane prima delle elezioni. Questo piano regolatore generale era frutto di scelte compiute da altri e in molti casi non condivise, non solo dall’amministrazione eletta, ma anche da gran parte della cittadinanza che infatti ci ha sostenuto, conteneva, e contiene tuttora, una grande quantità di cubatura di espansione possibile, tanto da poter ipotizzare un aumento della popolazione insediabile con un aumento del 30% circa. Questa grande possibilità espansiva non considerava in nessun modo un proporzionale aumento delle strutture pubbliche e dei servizi. La possibilità di intervento era ovviamente contenuta in quanto l’adozione di uno strumento urbanistico genera aspettative, considerate da molti privati "diritti", le risorse pubbliche sono sempre più limitate in modo particolare per un piccolo comune come il nostro. Si aggiunga che il nostro territorio e fra i più piccoli della provincia di Padova e con la densità demografica più alta. Non ci si può certo nascondere che è anche uno dei più ricchi come reddito irpef procapite ma questo non necessariamente si riflette nelle casse dell’ente pubblico.

Comunque per tradizione il nostro comune eroga servizi di buona qualità. Il problema era quindi come garantire un diritto ai servizi della cittadinanza residente che rischiava di essere compromessa dalla nuova residenza, dare sfogo ad una richiesta di abitazione a prezzi accessibili comunque presente, ripensare e potenziare le strutture pubbliche (soprattutto l’istruzione) facendo partecipare a questo sforzo gli operatori economici che sarebbero intervenuti nei nuovi strumenti attuativi di espansione.

Perciò quasi due anni fa abbiamo adottato una variante normativa al piano regolatore generale che nella sua parte principale prevede la cessione del 25% dell’area di nuova espansione da destinare ad edilizia residenziale pubblica, oppure la cessione del 10% di appartamenti finiti. In alternativa è prevista la possibilità di realizzare il 30% di edilizia convenzionata e la cessione del 10% dell’area. Entrambe queste possibilità possono essere trasformate in denaro da destinare ad opere pubbliche. Questa norma, anche se applicata in regime di salvaguardia, infatti deve ancora tornare dalla regione, ha comunque gia portato alla stipula di 8 convenzioni con i privati sulle nove aree principali in cui si applicava questo strumento. I risultati sono complessivamente molto positivi. Infatti ad oggi sono state acquisite da queste convenzioni 23000 mc di edilizia residenziale convenzionata, 3500 mq di area per edilizia residenziale pubblica, 7000 mq di area per opere pubbliche e il corrispondente di € 1.500.000,00 da destinare ad opere pubbliche. La stessa variante ci è stata richiesta da altre amministrazioni della zona e comunque tutto questo sta producendo un forte sviluppo della programmazione delle opere pubbliche e di conseguenza una maggiore offerta di servizi alla cittadinanza punto fondamentale per migliorare la qualità della vita.

E’ una dimostrazione di come concretamente si possono tradurre nel territorio, le "teorie" che Luisa Calimani ha illustrato nella sua relazione, se c’è la volontà politica di farlo e come, con solo 6 articoli delle N.T.A., si ottenga la tutela dei giardini privati che rappresentano una caratteristica di questo Comune, quote di residenza sociale e una maggior dotazione di servizi.